
Ashti Abdo voce, corde, fiati, percussioni
Ali Belazi voce, percussioni, tastiere
Taha Ennouri batteria, elettronica
Federico Gueci basso elettrico, guembri
Travolgente ensemble musicale che si muove all’incrocio fra sonorità mediorientali e afro-beat, ritmi maghrebini ed elettronica, sufismo e cultura tradizionale sub-sahariana, i Fusaifusa nascono in Italia nel 2019 grazie all’incontro fra quattro artisti talentuosi provenienti da alcune delle zone più calde e complesse del Pianeta: il compositore e polistrumentista curdo-siriano Ashti Abdo, il percussionista e producer elettronico tunisino Taha Ennouri, il cantante e autore di musica Sufi, anch’egli tunisino, Ali Belazi, e il bassista e polistrumentista siciliano Federico Gueci.
Il nome della band, derivato da un termine arabo che richiama l’idea del mosaico, riflette la loro inclinazione a creare connessioni tra suoni e ritmi diversi, unendo varie sensibilità in una concezione della musica (e della vita) basata sull’armonia e sulla connessione universale.
In occasione del festival suoneranno una nuova composizione dedicata al legno come simbolo di resistenza e lotta: Sumoud. Lo strumento musicale che hanno scelto, il liuto arabo, porta lo stesso nome del suo materiale, infatti è chiamato proprio Oud (عود, ovvero “legno”). C’è un legame invisibile tra il legno degli alberi e la forza del sumud: il liuto e l’albero possiedono la stessa capacità di curvarsi, sopportare la pressione e trasformarla in arte. L’oud non è solo uno strumento, ma la voce di una resistenza nutrita d’amore, che si fa armonia dimostrando che finché c’è musica, c’è speranza e fermezza.