GABRIELE BOMBARDINI | DANIELE ALBANESE
> GIOCARE ROSSINI 
[musica + danza]

Produzione di LUGOCONTEMPORANEA in collaborazione con Associazione STALK

Gabriele Bombardini: chitarra | pedal steel | tastiere | live electronics | giocattoli
Daniele Albanese: danza


GABRIELE BOMBARDINI

È nato il 19 dicembre 1964 ad Alfonsine (Ra). Laureato al D.A.M.S. di Bologna; ha studiato chitarra con Tomaso Lama, John Scofield, John Abercrombie, Jim Hall, Joe Diorio, Mike Stern, Mick Goodrick, Pat Metheny, Scott Henderson, Wolfgang Muthspiel, Paul Bley, Randy Bersen.
Come chitarrista o compositore ha collaborato tra gli altri con: Art of Moz, Jestofunk, Walter Calloni, Karl Potter, Teresa De Sio, Rita Marcotulli, Ambrogio Sparagna, John de Leo, Luisa Cottifogli, Gabriele Mirabassi, Simone Zanchini, Fabio Tricomi, Percussion Voyager, Guido Facchini, Nicola Peruch, Electronic Modular Orchestra, Luigi Ceccarelli, con le ballerine e coreografe Teri Weikel, Monica Francia, Maristella Martella, con gli artisti visual Andrea Bernabini, Gianluca Beccari, Massimo Ottoni, con l’attore Enzo Vetrano e il regista Stefano Randisi. Insieme al polistrumentista Matteo Scaioli fonda Liquid Desire, producendo nel 2004 il cd “Birth of liquid desire” in collaborazione con Valerio Semplici del collettivo House Black Box. Commissionate da Renault Italia, nel 2006 compone le musiche per l’opera interattiva “Perfect Habitat”. Nel 2010 co-produce, compone, arrangia e suona in “Anita” (Nuccia Records), album della cantante Luisa Cottifogli. Nello stesso anno realizza “Crazy Circus”, il primo disco solista autoprodotto. Tre anni più tardi segue una nuova prova in solo dal titolo “I’m walking alone”. Bombardini è nuovamente co-produttore, compositore, arrangiatore e musicista anche di “Come un albero d’inverno” l’ultimo lavoro discografico di Luisa Cottifogli.
Di recente è stato invitato al Ravenna Festival per il progetto “Le 100 chitarre elettriche” eseguendo brani di Steve Reich, Ellior Cole, Michele Tadini e Glenn Branca (direttore Tonino Battista, chitarra solista Luca Nostro). Insegna chitarra presso l’associazione ”Mama’s Scuola di musica” di Ravenna.


DANIELE ALBANESE

È nato a Parma il 26 ottobre 1974. Dopo essersi formato come ginnasta e ballerino classico studia presso l'EDDC di Arnhem in Olanda (Hogheschool voor de kunsten,ora Artez), consegue un BA presso la Facoltà Teatro dove ha occasione di incontrare grandi maestri del postmodernismo americano tra i quali Steve Paxton, Eva Karkzag, Lisa Kraus, Benoit Lachambre. In qualità di interprete ha lavorato con Peter Pleyer, Tony Thatcher, Company Blu, Martin Butler, Mawson-Raffalt + Falulder-Mawson, Jennifer Lacey, Virgilio Sieni, Nigel Charnock, Karine Ponties, Enzo Cosimi. Fin dal suo periodo di studi in Olanda inizia a creare spettacoli propri, la sua prima coreografia risale al 1995.

Nel 2002 fonda la compagnia STALKER_Daniele Albanese con lo scopo di indagare la danza come linguaggio; presenta le proprie creazioni in importanti festival e teatri sia in Italia sia all'estero, a esempio: RomaEuropa Festival, Vie dei Festival, Mas danza, Dock 11 – Berlin, Festival Grec (Barcellona, SP), Festival Sesc (San Paulo, BR), Teatro Comunale di Ferrara.Collabora come assistente artistico nella creazione di Benoit Lachambre Snakeskins nella quale è anche danzatore e performer. Nel 2010 vince il Bando Fondo Fare Anticorpi. Come coreografo italiano viene selezionato per partecipare a DanceUnion 2011 – South Bank Centre (Londra). La sua ultima rappresentazione VON debutta al Festival Les Hivernales – Avignon nel febbraio 2017 e viene presentata in prima nazionale al Torinodanza Festival. VON vince il premio Collaboraction#3. Ancora come coreografo, di recente è stato selezionato per il progetto Residance XL 2018 promosso dalla rete Anticorpi XL.


INPUT ROSSINI | Giocare Rossini

«Musiche per chitarra, pedal steel, analog synth, live electronics, audio toys. Non è mia intenzione entrare in argomenti estetico-musicali (li lascio ad altre competenze). Mi interessa cogliere a pretesto la grandezza del Maestro per saccheggiare in maniera casuale, illogica ma rispettosa, tra il suo sterminato repertorio. In tale ottica alcuni degli elementi da considerare sono la ricerca sul suono che è funzionale per evocare i colori orchestrali, l’utilizzo del concetto di loop (sommare più cellule musicali registrandole in tempo reale con l’ausilio di un campionatore), metafora del cosiddetto crescendo rossiniano, l’utilizzo e l’interazione con cellule melodico-sonore estratte dalle registrazionni del Maestro, la rilettura di alcune melodie.
Giocare con la musica e metterla al servizio delle coreografie di Daniele Albanese è la sfida da cogliere. I contrasti sono sempre interessanti (basti pensare all’opposizione tra il successo che Rossini ha avuto nel corso della sua carriera e l’isolamento della seconda fase della propria vita), così come la voglia di ricercare, di sorprendersi e di sorprendere: noi ci proviamo».
Gabriele Bombardini


INPUT ROSSINI | Pensando a Rossini

«Mio padre è pesarese e nella barberia di mio nonno si cantava sempre Rossini; credo che il mio interesse per la sua musica nasca banalmente da lì. Non sono un musicista, il mio ascolto è intuitivo. Ciò che ho sempre trovato interessante -per metodo o per pigrizia- sono quelle peculiari ripetizioni di moduli simili se non identici che ricorrono in diverse sue opere. Sempre per pigrizia o per metodo, è un sistema che adotto anche io. In Rossini mi è parso un elemento estremamente contemporaneo».
Daniele Albanese

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