ANTONGIROLAMI | CASETTA | PAPPALARDO
À LA CARTE
(passioni e fobie di un viaggio immaginario ) Libere accumulazioni timbriche su testi e ricette di G. Rossini
[musica + conferenza]

Produzione di LUGOCONTEMPORANEA
in collaborazione con Conservatorio F. MORLACCHI di Perugia

Giampaolo Antongirolami: sassofoni
Nicola Casetta: live electronics
Simone Pappalardo: installazioni sonore | live electronics

“Un pasto consumato in treno, in cui bicchieri e piatti sono animati da vibrazioni innaturali e tintinnano sbattendo fra loro. Il paesaggio intorno cambia velocemente e costantemente “Le cose più vicine, alberi casolari e simili, non si possono affatto distinguere bene […]” (J. Burkhardt, 1840), trasformato della velocità e dal ritmo ostinato del ferro scagliato sui binari. “[...] trovarci per dodici ore su quel treno, e dunque, per così dire, in nessun luogo… Nel vecchio modo di viaggiare, il rapporto tra paesaggio e geografia era più equilibrato" (E. Strauss); "[…] è davvero un volo, ed è impossibile sottrarsi al pensiero che il minimo incidente potrebbe causare la morte di tutti" (T. Creevy, 1829). Mangiare in treno è per certi versi un ossimoro.
Su un mezzo tecnico in continua evoluzione, frutto dell’ingegno dell’uomo, un mostro ruggente che rimanda a un’idea di futuro impossibile, un concentrato di ritrovati scientifici inconoscibili consumiamo un pasto mettendo in atto il più antico rito che ci accomuna agli animali. Questa dicotomia doveva essere ben chiara a Rossini. Da un lato infatti c’è il rapporto fra Rossini e il cibo: il legame è profondo e non arbitrario, dal momento che il compositore, celebre principalmente per le sue opere liriche, era anche un noto gourmet, appassionato e goloso estimatore dei cibi e dei vini più raffinati, autore egli stesso di molte ricette, protagonista di aneddoti 'gustosi', è proprio il caso di dirlo! «Mangiare, amare, cantare e digerire – affermava Rossini – sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne».
Dall’altro il rapporto fra Rossini e il treno: e qui il legame si può dire ancora più profondo. Quel tipo di legame che si può instaurare solo con le cose che ci terrorizzano, difronte alle quali ci troviamo senza difese, senza adeguate sovrastrutture. Rossini aveva una profonda paura del treno. Tanto da dedicare a questo “nuovo” mezzo di locomozione un brano “Un Petit Train de Plaisir” che finisce in un deragliamento con morti e feriti. Già anziano, dovendo tornare a Parigi dall’Italia per problemi di salute, preferì affrontare un viaggio di due mesi piuttosto che prendere il treno. Fobia e piacere, natura e scienza, tecnologia e rito, di questi contrasti si nutre “à la carte”, una composizione aperta che prende spunto da citazioni musicali e da testi e ricette tratti dagli scritti di Rossini per ricreare il paesaggio sonoro di un immaginario pasto in treno del compositore affiancando a viaggi, ricette, algoritmi e fobie, strumenti tradizionali, installazioni sonore, timbri elettronici”.
Simone Pappalardo



Gianpaolo Antongirolami, sassofonista di formazione accademica, svolge la sua attività artistica come solista e con varie formazioni da camera, proponendosi con un repertorio fortemente proiettato nell'ambito della musica moderna e contemporanea. Con un profondo interesse per l'innovazione e la sperimentazione, da oltre vent'anni si dedica alla musica elettroacustica, dapprima approfondendo lo studio della musica elettronica e quindi ricercando, incrementando e proponendo in concerti innumerevoli nuovi brani, grazie anche a commissioni di partiture ai più interessanti compositori del panorama internazionale, spesso a lui dedicate. Pregevoli le partecipazioni a festival del settore quali e presso prestigiosi centri di ricerca e in vari conservatori.
Oltre a svolgere attività solistica e con elettronica, Antongirolami suona in varie formazioni cameristiche, collaborando anche con musicisti quali Terry Riley, Butch Morris, Giancarlo Schiaffini, Mike Svoboda, Stefano Scodanibbio, Garth Knox, Walter Prati, Manuel Zurria, Claudio Lugo, Horacio Vaggione, Alvise Vidolin, Michele Lo Muto, Daniele Roccato, Agostino Di Scipio, Roberto Doati, Michael Edwards, Mike Vaughan, Roberto Paci Dalò, Marcus Weiss.
Ha eseguito oltre 80 prime esecuzioni assolute e ha effettuato incisioni discografiche per Ars Publica, Edipan, SuonoSonda, Cemat Italia, Sumtone, KHO Multimedia Productions, Khepera, Rara Music WorX, e registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai.
Come membro dell’Alea Saxophone Quartet ha di recente inciso e prodotto Anima (col legno, Wien, 2017), un cd che contiene, per la prima volta al mondo, l’integrale delle opere per tale formazione del compositore estone Arvo Pärt. Costantemente invitato a tenere corsi di alto perfezionamento presso rinomate istituzioni musicali europee – Freiburg Musikhochscule, Salzburg Mozarteum, Keele University, Edinburg University e le istituzioni londinesi Laban Conservatoire of Music e Goldsmiths University –, Antongirolami è titolare della cattedra di sassofono presso il Conservatorio di Perugia.

Nicola Casetta è un compositore ed interprete di musica elettroacustica.
Studia flauto e musica elettronica presso i conservatori di Pesaro e Perugia, tecnologie musicali all'Università di Milano e il corso di Sonologia presso il Conservatorio di Den Haag. 
Il suo lavoro si divide principalmente in due campi: la composizione di brani con trasformazioni di suoni acustici ed elettronici mediante tecniche di musique concrète e l'improvvisazione mediante un laptop instrument modulare basato su live sampling. È anche attivo nel campo della fonografia e delle installazioni sonore.
Si è esibito in Italia e all'estero partecipando a diversi festival tra cui Suoni Inauditi 18, 8th FKL Symposium, MA/IN 17, Musica Nuova Festival 16, NYCEMF 15, ICMC 14, XX CIM, Soundkitchen, UCSD Music in San Diego, Sweet Thunder in San Francisco, Acusmatica Silence, Segnali, Distanze, Festival dei Due Mondi, Il Suono dei Soli, Immaginario, Atomino Experimental, Prize Phonologia. 
Il suo brano Piano Simulacrum è stato selezionato per la rassegna Music Technology meets  Philosophy: From Digital Echos to Virtual Ethos in occasione del 40th International Computer Music Conference (ICMC) tenutasi ad Atene. Nel 2014 è vincitore del bando DE.MO./Movin'Up supportato dal GAI e dal MiBACT (Ministero dei Beni Culturali Italiano) grazie al quale è stato artist in residence presso il centro Moks in Estonia per lo sviluppo di un progetto sulla composizione elettroacustica.
Attualmente è docente di composizione musicale elettroacustica presso il Conservatorio di Perugia.

Simone Pappalardo si è diplomato in Musica Elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. La sua ricerca parte dal timbro con una attenzione particolare ai processi fisici che lo generano. attraverso l’uso di materiali poveri e tecniche di physical computing.
Sue opere sono state eseguite ed allestite in molti festival internazionali.
È stato artista in residenza presso il Goethe-Institute di Berlino. Nel 2016 con l’installazione “orchestra Fragile” ha vinto il premio Media art Festival al Maxxi di Roma e nel 2008 – con la composizione “hyde. per pianoforte preparato e sollecitato da impulsi elettromagnetici” – ha vinto una menzione speciale al Premio Nazionale delle Arti.
Ha inoltre collaborato con: Mauro Lanza, Ensemble Alter Ego, Giancarlo Schiaffini, Paolo Rotili, David Ryan, Paolo Ravaglia, Andrea Valle, Franz Rosati, Gianni Trovalusci, Jean Francois Laporte, Iato Orchesta conducted by Alvin Curran, Quiete Ensemble, Alessandra Cristiani, Rinus van Alebeek, Valerio Magrelli, Paolo Damiani, Pedro Reyes, John De Leo, Walter Prati, Marco Ariano, Mederic Collignon, Dehors Audela e molti altri.
È attualmente docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio di Perugia.

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