PIERO DOSI
> collage

Produzione di Lugocontemporanea
in collaborazione con Carmine Della Corte e Famiglia Dosi


Collage della crudeltà e dell’immortalità

«È forse questo che si cerca nella vita, nient'altro che questo, la più gran pena possibile per diventare sé stessi, prima di morire.» (Louis-Ferdinand Céline)

«La citazione che ho scelto per questo breve discorso mi pare ci introduca direttamente in quella straordinaria vicenda che è la Vita e l’Opera di Piero Dosi: separare questi due elementi è come amputare il senso e il corpo stesso dell’uomo e dell’artista. Piero ha scelto di vivere pienamente la sua condizione personale e creativa, pagando la ferocia che questa civiltà riserva a chi vuole essere fino in fondo se stesso: un groviglio di confusione, di gioia, di dolore, di fragilità (lui lo era orgogliosamente), rifiutando l’omologazione imposta dalla cecità della cultura dominante. Piero ha combattuto da gigante questa battaglia, riscattandosi e riscattandoci con la sua arte. Queste poche righe non potranno mai contenere la ricchezza dell’avventura che è stato il suo percorso, potranno forse indurci -con non poco timore da parte mia– a osservare e riconoscere la Vita nelle opere esposte: “collage della crudeltà” o “dell’immortalità” come ebbe argutamente a definirle Giulio Guberti. Quale crudeltà? Quella degli squarci, dello strappo, della giustapposizione di pezzi diversi che l’autore-uomo ha utilizzato per ricomporre la propria e la nostra identità, il nostro volto più intimo. Questa è stata la sua ricerca. Ci ha voluto lasciare la possibilità -per un attimo- di riflettere sulla bellezza che solo sovrapponendo quei pezzi, quelle differenze, noi possiamo intravedere, godendo l’unità piena dell’unica vera opera d’arte possibile: La Vita.» (Carmine Della Corte). Piero Dosi, Lugo 1946 - Lugo 2016.

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